openaxs - fiber connection for everyone

Bratsch VS: una piattaforma digitale per gli alunni della scuola

La scuola privata nel remoto villaggio di Bratsch, in Vallese, sta riscuotendo un grande successo grazie alla pedagogia innovativa e alla tecnologia digitale. Potrebbe divenire un modello di riferimento per il futuro.

L’Alto Vallese è esemplare per la sua capacità di realizzare reti in fibra ottica anche nelle zone più periferiche. Grazie a un modello di finanziamento solidale, la Danet AG fornisce una connessione a banda larga anche a piccoli e isolati comuni. Già oltre la metà delle economie domestiche vallesane dispone di una connessione FTTH, un valore assolutamente eccezionale per una regione così scarsamente abitata.

I: Il giovane indomito
In che modo si possa rivalorizzare un paese di montagna grazie alla tecnologia più moderna è quanto rivela Daniel Gsponer al pubblico della conferenza FTTH openaxs. Il direttore della scuola di Bratsch era un ragazzino dal temperamento indomito, come confida in occasione del convegno. La sua vita era avventurosa e variata, segnata da calcio, commercio di pulcini e incubazione delle uova nella propria camera. Qui ha imparato tutto quello che gli sarebbe servito da adulto. Attraverso il calcio ha capito l’importanza dello spirito di gruppo, ha imparato nozioni di tattica ma anche di geografia, quando la Danimarca nel 1992 diventò campione d’Europa, nominata solo in un secondo tempo al posto della squadra jugoslava esclusa a causa della guerra.
Per il commercio di pulcini Gsponer faceva ogni sorta di calcoli, valutava se concentrare il commercio su pulcini di un giorno, integrava nei suoi calcoli il rischio di malattia e le spese del mangime e dell’allevamento. Allenava le proprie competenze sociali per acquisire e mantenere clienti nel vicinato, stipulava contratti con i suoi fratelli perché anche loro volevano approfittare di questa attività tanto lucrativa. E nella sua camera godeva della necessaria libertà per sviluppare sempre nuove idee.

II: Il pedagogo innovativo
«L’unico problema che avevo da bambino», afferma Gsponer, «era la scuola. Mi rubava troppo tempo, tempo che avrei invece preferito investire nei miei progetti.»
A Bratsch, Gsponer vuole ora risolvere il problema in modo esemplare. Nella sua veste di direttore della scuola mette al centro gli interessi degli alunni, chiedendosi in che modo la scuola possa sostenerli nella realizzazione delle loro idee e progetti e come conciliare queste competenze con il Piano di studio 21.
Gli insegnanti assumono il ruolo di coach. Curano le relazioni degli allievi, ogni settimana discutono con loro dei loro piani e degli obiettivi di apprendimento individuali, li aiutano a creare delle reti per attingere conoscenze specifiche da genitori, abitanti del paese, aziende.
In questa scuola, l’insegnamento frontale in classe non esiste.
Un insegnamento non convenzionale può essere fonte di preoccupazione per i genitori o far sorgere la domanda se i ragazzi, realizzando i propri progetti, siano in grado di apprendere tutto ciò che degli scolari svizzeri devono sapere, oggi e in futuro.
Ecco perché l’approccio pedagogico della scuola privata non è pensabile senza tecnologia. Hazu, una piattaforma creata ad hoc, raccoglie e ordina tutti i progetti, le competenze e le conoscenze acquisite. Aziende e privati possono accedervi mettendo a disposizione le loro conoscenze specifiche. I genitori e i ragazzi hanno la possibilità di verificare in quali competenze scolastiche sono stati fatti progressi grazie ai progetti svolti e in quali rimangono invece delle lacune.
Particolare importanza è rivolta alla promozione individuale nell’ottica della scelta professionale. I temi elaborati, i progetti e le competenze vengono messi a confronto con le possibili professioni, alla ricerca di denominatori comuni. Se un giovane ha trovato un’azienda di tirocinio sulla base di questi fattori, durante la scuola passerà già un giorno alla settimana presso la futura azienda formatrice. Attraverso la piattaforma, la formatrice o il formatore danno un riscontro sulle competenze sociali o scolastiche che vanno ancora approfondite per consentire un avvio positivo del tirocinio. Un sistema educativo duale per eccellenza già dall’ottavo anno scolastico.
«L’interconnessione digitale è un elemento centrale del nostro modello scolastico», riassume Gsponer il suo intervento. «Se però chiedeste ai ragazzi cosa è la digitalizzazione, non ricevereste una risposta definitiva. Gli strumenti digitali fanno parte della loro realtà quotidiana, ed essi se ne servono per l’apprendimento con estrema naturalezza.»

III: Il bilancio dell’esperimento
Gsponer ha creato la scuola che avrebbe voluto frequentare lui da bambino. Non sorprende quindi che dopo quattro anni tragga un bilancio positivo. Ma anche i risultati conseguiti dagli allievi nel confronto con altre scuole e la riuscita integrazione nel mondo del lavoro sono una conferma del successo dell’esperimento di Bratsch. E non da ultimo anche le parole di elogio rivolte dall’Associazione Premio scolastico svizzero alla scuola privata di Bratsch:
«La scuola Bratsch è un esempio molto riuscito di come si possa infondere nuova vita a una comunità minacciata nella propria esistenza. Una lista d’attesa di 50 bambini dimostra in modo tangibile la necessità di una scuola in paese. Auguriamo ai responsabili che in futuro ricevano un sostegno finanziario da parte dello Stato.
Il modello scolastico di Bratsch mostra come una scuola possa diventare il fattore determinante per riportare alla vita una comunità destinata altrimenti a scomparire.»